Sansepolcro, piccola città posta al confine di Toscana, Umbria e Marche, rappresenta per molti aspetti il cuore stesso della Valtiberina Toscana. Geograficamente essa è posta quasi al centro del tratto toscano della pianura attraversata dal Tevere, da poco uscito dalle strette gole insinuate tra le colline che delimitano a nord la valle.

E’ una pianura da sempre votata all’agricoltura, ricca di antichi nuclei rurali, di caratteristici e affascinanti casolari o fattorie, vicino ai quali non è difficile incontrare, su nascosti sentieri o lungo le strade di paese, suggestive edicole sacre che la tradizione popolare poneva a protezione del pellegrino o del semplice viandante. Una campagna dolce dove , accanto a ricche coltivazioni ormai industrializzate, si possono ancora scorgere qua e là le viti coltivate alla maniera antica, arrampicate sugli oppi, e i fossati fiancheggiati dai caratteristici pioppi cipressini. Lontano, a delimitarla su tre lati, le colline tondeggianti coperte di argentei ulivi, che si elevano a poco a poco fino ai contrafforti dell’Appennino.

 

Sansepolcro, città d'arte

E’ proprio da qui, dall’Appennino tosco romagnolo, pochi chilometri a nord di Sansepolcro, che sgorga il Tevere, il fiume che ha dato il nome alla valle e che da sempre ne ha condizionato la vita e lo sviluppo economico e sociale. Un corso d'acqua sentito come presenza viva e quotidiana da tutti gli abitanti di Sansepolcro e rappresentato nelle proprie opere persino dal figlio più grande di questa città: Piero della Francesca, che più volte ricordò nelle sue pitture la quiete luminosa delle acque a lui familiari, talvolta idealizzandole e rivisitandole con la nostalgia della memoria.

Il centro storico di Sansepolcro, ancora circondato dalle antiche mura , ha più o meno la forma di un quadrilatero con gli angoli orientati verso i quattro punti cardinali; lo spigolo a nord è occupato dalla Cannonniera del Buontalenti, quello a est dalla imponente fortezza, opera di Giuliano da Sangallo, che la progettò, su incarico dei Dieci di Balia della Repubblica Fiorentina, verso il 1500 ,iniziandone la costruzione tra la fine del 1502 e l’inizio del 1503. Oggi essa è proprietà privata e perciò visibile solo per la parte esterna

Sansepolcro, veduta aerea

Sulla mura si aprono quattro porte principali: porta Fiorentina a nord ovest, porta del Ponte a sud , porta Romana a sud-ovest e porta del castello a nord est, un tempo chiuse da massicce porte, di cui oggi non rimane traccia, tranne che per i gangheri sulle mura dell’arco di porta fiorentina.

Le strade del centro si intersecano tra loro a scacchiera , con quattro direttrici principali ( via XX settembre, via Aggiunti, via San Gregorio-Sant’Antonio e via Santa Croce-Matteo di Giovanni) che la tagliano in senso orizzontale, in direzione porta fiorentina / porta romana , e innumerevoli piccole strade che la percorrono in senso verticale , determinando la suddivisione della città in quattro rioni , San Bartolomeo, Santa Caterina, Sant’Antonio e San Niccolò , i cui colori caratteristici contraddistinguono i costumi degli armigeri che danno vita ogni anno al grande palio della Balestra, antica arma tradizionale delle milizie fiorentine , che ha luogo il primo di settembre tra i rioni e la seconda domenica dello stesso mese per la storica sfida con la città di Gubbio, rappresenta una delle manifestazioni clou del settembre biturgense, che trova la sua più antica giustificazione nelle grandi feste che si svolgevano in città in onore dei santi Egidio e Arcano, fondatori del Borgo, appunto agli inizi di settembre.

All’incrocio di queste vie secondarie , talvolta di grande fascino , si aprono spesso piccole piazze od angoli riparati, dove è piacevole sostare, ammirando senza fretta l’elegante linea archi.